19 marzo 2012

Assebmblea di Osnago


Si è tenuta il giorno 12 Marzo 2012 presso la sede del Partito Democratico di Osnago la Assemblea degli iscritti al circolo del Partito Democratico di Osnago.
Fra i vari punti discussi, vale la pena soffermarsi sui ragionamenti svolti rispetto alla analisi della attuale situazione politica italiana.
 
Va detto che il dibattito è stato molto acceso, stante le critiche all’operato del governo Monti, ma anche la necessità che l’Italia esca dalla crisi e dai disastri compiuti dal precedente governo.
Si è sottolineato quanto l’esecutivo sia soggetto ad un Parlamento ancora fortemente di centro-destra.

Si è segnalata la necessità di avere chiarezza sui recuperi economici e quindi sulle risorse disponibili a fronte della manovra di emergenza compiuta in questi mesi da questo governo e la richiesta che i costi relativi a eventuali aumenti dovuti alla situazione contingente (accise, IVA etc.) vengano poi riportati alla situazione precedente una volta usciti dall’emergenza.

Ci si è soffermato molto sulla assoluta necessità che lo Stato, le Regioni, le Provincie ed i Comuni investano per poter rilanciare l’economia, superando anche il Patto di Stabilità.

La decisione fondamentale che il PD deve prendere in queste circostanze è se sostenere l’attuale governo anche in presenza di decisioni non totalmente condivisibili o se sia meglio andare ad elezioni anticipate.

Certamente, l’Italia è ora in una situazione migliore rispetto al 2011, ha un governo migliore, una immagine internazionale molto migliorata, una situazione economica che ha ripreso la strada virtuosa al punto che l’Italia non è più sotto attacco speculativo, ed è importante tener conto che il PD ha avuto comunque un ruolo nella caduta del governo precedente e nella gestione responsabile della sua successione.
La strategia dovrebbe essere quella di continuare a sostenere questa esperienza di governo cercando di influenzarla il più possibile.

Il governo aveva annunciato che l’equità era uno dei suoi obiettivi, su questo punto il PD deve incalzare l’esecutivo.  Il ricatto a cui il PDL sottopone continuamente il governo sulla base della sua forza parlamentare sembra però rendere molto difficile la possibilità di inserire alcuni obiettivi importanti nella azione di governo.

Il Governo gode in questo momento di una popolarità importante in quanto riconosciuto come composto da persone oneste e attendibili, che fanno ciò che dicono. L’Italia si era disabituata a governi del fare, ormai avvezza ai governi dell’annunciare.

Si segnala comunque che le critiche non tengono in sufficiente conto la ritrovata fisiologia democratica nell’azione di governo (un esempio: la gestione dei temi dell’immigrazione), che segna il nuovo corso anche sul versante culturale.
Lo stesso attivismo della Guardia di Finanza e della Agenzia delle Entrate rappresenta una novità, anche se già iniziata negli ultimi mesi del governo Berlusconi in quanto  direttamente collegabile al rischio di default.
In qualche modo, l’IMU si configura in parte come una tassa di tipo patrimoniale.

La riforma del lavoro è un banco di prova fondamentale, il PD deve influenzare le decisioni e poi accettare che non riuscirà ad ottenere tutto quello che avrebbe potuto realizzare se fosse al governo e che realizzerà quando governerà.
Ottenere che il costo del lavoro precario diventi maggiore del costo del lavoro stabile sarebbe già un punto molto qualificante.



Un governo tecnico che prende decisioni impopolari può permettere anche al PD di utilizzare l’anno in corso per preparare una proposta di governo convincente che porti gli elettori di centro-sinistra, oggi scettici, alle urne. Il PD è responsabile del programma di governo più dei suoi potenziali alleati e quindi sulle proposte si deve concentrare di più che su una sterile discussione sulle alleanze possibili.

E’ necessario far decantar alcune delusioni che non devono condizionare il giudizio complessivo sulla situazione generale, in particolare con riferimento a quanto ereditato.
Il ruolo del PD non è più quello di principale oppositore di Berlusconi, ma deve sempre più diventare quello di un partito che definisce la linea programmatica per riformare l’Italia.

Si è poi sottolineato come le Primarie restano uno strumento di democrazia, non esiste altro partito in Italia che elegge il proprio segretario tramite consultazione popolare.

Il PD deve comunicare con chiarezza i suoi obiettivi di governo e deve gestire al meglio la questione della leadership. Nei maggiori paesi europei la leadership dei maggiori partiti e la relativa successione sono preparate ed annunciate con largo anticipo. Ciò permette al leader di agire con chiarezza e senza indebolimenti dovuti a continui attacchi pubblici provenienti dall’interno del partito.

Si è sottolineato come ci sia ormai il dubbio che il bipolarismo in Italia sia possibile. Questo aspetto è particolarmente rilevante per un partito come il PD nato per essere una alta sintesi dei valori riformisti e di centro-sinistra in un sistema bipolare.

Il PD deve insistere per una riforma della legge elettorale e per una riforma della struttura istituzionale per combattere la decadenza delle istituzioni e dare un diverso grado di consapevolezza a chi assume ruoli istituzionali.
E’ anche necessario decidere se i partiti ricevano rimborsi spese (ed allora con documentazione delle spese sostenute) o debbano essere finanziati (opponendosi al risultato referendario del 1993) e nel caso come farlo in modo trasparente.
Un partito a base popolare deve poi trovare il modo di dare risorse ai circoli che rappresentano il legame con la base.


Per il Circolo PD di Osnago
Il Segretario
Canzio Dusi

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